Scrivere un romanzo ai tempi della pandemia

A ottobre del 2020 quando tutto è iniziato, non pensavo potesse diventare un progetto così tanto importante. Eppure l’arte e i viaggi da sempre hanno rappresentato le mie due più grandi passioni.

Parlare di Van Gogh e aprire un canale Instagram tutto mio dove poter gestire contenuti e condividere opere d’arte e aneddoti sulla sua vita, era un piccolo grande sogno nel cassetto.

Così il format lo creai in pochissimi minuti. Un solo post al giorno, una sola opera d’arte al giorno.

Van Gogh Daily era pronto a perdersi nell’incredibile marasma delle centinaia di profili dedicati al pittore olandese e all’arte più in generale.

Pensavo quindi potesse essere solo un hobby, uno dei modi per affrontare il lockdown e tenermi occupato. Invece con il passare dei giorni, delle settimane, il mio entusiasmo cresceva esponenzialmente così come aumentava l’interesse di followers sempre più numerosi e interessati ai contenuti giornalieri proposti. Una community di appassionati che supera adesso le 1800 unità e continua a crescere!

Una vera soddisfazione che mi ha spinto in breve tempo a creare rubriche su rubriche, approfondimenti e video-lettura dedicati alle tantissime lettere che Van Gogh ci ha lasciato come intramontabile testimonianza della sua grandezza di uomo e di artista.

A dicembre dello scorso anno, poco più di due mesi dopo la creazione del canale Instagram, ho deciso che la mia passione per la vita e le opere del pittore dei soli giganti affacciati su campi di grano infiniti, dovesse evolversi anche in altro modo.

Veduta di Arles con iris in primo piano, Arles – maggio 1888, @ Van Gogh Museum, Amsterdam

Scrivere un libro è sempre stato un mio grande desiderio e obiettivo. Tante volte avevo iniziato una storia che poi però puntualmente abbandonavo alle prime incombenze lavorative. Le distrazioni e gli impegni inderogabili della vita precedente al covid, non lasciavano molto spazio alla mia creatività di estrinsecarsi come avrei voluto. Così ogni progetto nuovo finiva per spegnersi dopo poche settimane o, peggio ancora rimanere abbandonato nel cassetto del domani ricomincio a scrivere; un cassetto che poi non riuscivo mai a riaprire.

E invece da dicembre, dicevo, ho iniziato a scrivere un romanzo. E sono andato avanti tutti giorni. Altro che blocco dello scrittore! Ho scritto soprattutto la mattina, tre, quattro ore, tutte le mattine. Poi un paio di ore nei pomeriggi lunghi dell’inverno e dell’inizio di primavera macchiato ancora da coprifuoco e divieti vari.

Ho messo in pausa tutto il resto o quasi della mia vita. Ho dedicato ore a questa passione. Il desiderio di scrivere di Van Gogh, servendomi delle immagini delle sue opere e delle testimonianze delle lettere, ma allo stesso tempo liberando la mia storia, era finalmente a portata di mano, anzi di penna.

Così ho scritto una storia che racconta come alle volte la vita possa costringerci in un angolo, rimpicciolire il nostro potenziale e schiacciare ogni entusiasmo con il peso asfissiante delle aspettative mancate, delle etichette affibbiateci dagli altri o peggio ancora da noi stessi, dei ricatti degli affetti più cari. Limiti, nient’altro che limiti che spesso ci autoimponiamo.

E sulla scia della vita di Van Gogh a Arles, in Provenza, sotto quel sole abbacinante di prima che l’artista dipinge come fosse una sfera gigante ai limiti del surreale la mia storia prende forma e colori, sostanza e polvere di sogni.

Fattoria in Provenza, Arles Giugno 1888. @ National Gallery of Art – Washington.

Situazioni realmente accadute si alternano a elementi di fantasia. I protagonisti e Van Gogh stesso che narra le vicende in prima persona, si barcamenano nell’affannosa ricerca della verità. Ciascuno di loro insegue la propria unica e personale verità.

I loro sforzi saranno sufficienti per finalmente scovarla questa verità? Chi soccombe e chi si evolve alla vita?

Il segreto forse è tutto lì e si cela nella semplicità di un filo d’erba, a Arles, in Provenza, a fine XIX secolo.

Oltre al romanzo che a questo punto è in rampa di lancio, i progetti dedicati a Van Gogh non finiscono qui e presto potrebbero nascerne di nuovi dedicati anche ai viaggi nei luoghi di Vincent.

Intanto se aveste voglia di restare aggiornati sulla pubblicazione e seguire tutti i giorni i miei post dedicati a Van Gogh, potete continuare a seguirmi su Instagram sul canale @VanGogh_daily.

Prometto che vi terrò aggiornati anche qui sul blog!

Ciao a tutti 😉

2 pensieri su “Scrivere un romanzo ai tempi della pandemia

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