Golden Circle Tour, Islanda

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Anni luce dal traffico caotico della vita di tutti i giorni, il Golden Circle rapisce l’anima di chi passa anche distrattamente da quelle parti. Si tratta del percorso tra i più famosi e affascinanti del mondo. Sono tantissimi i tour organizzati che partendo dalla capitale Islandese conducono verso questo paradiso a cielo aperto. La mattina del 4 Maggio ho lasciato di buon’ora il mio ostello ed ho iniziato l’avventura. Lungo la strada, mentre la guida turistica raccontava aneddoti curiosi sugli islandesi, il paesaggio si susseguiva veloce fuori dal finestrino, lasciando spazio solamente alla voglia di immergersi totalmente nella natura senza fine di quel territorio.

A proposito di aneddoti, ho scoperto che gli islandesi sono un popolo molto auto-ironico e che tengono fortemente alle loro tradizioni. Odiano inserire parole inglesi nel loro linguaggio comune e sono superstiziosi. Il settanta per cento di loro ammette di credere nell’esistenza degli gnomi o elfi. Il restante trenta per cento, non ammetterà mai apertamente di non crederci per paura che appunto gli elfi si possano vendicare portando loro sfortuna.

Dopo circa due ore di viaggio, finalmente ci fermiamo al Parco Nazionale di Thingvellir.

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Patrimonio dell’Unesco, questo meraviglioso spazio verde, si trova nella parte sud-ovest d’ Islanda. Per interminabili minuti, ho assistito senza fiato alla bellezza della faglia di Almannagjá spalancatasi davanti ai miei occhi non appena sceso dal pullman. Si tratta del punto esatto in cui la parte di terra americana si stacca da quella europea allontanandosi l’una dall’altra. Mi sono promesso di tornarci d’inverno, per vedere lo squarcio di terra riempito di neve. Spettacolo di vita senza eguali.

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Il pullman ha poi ripreso il suo viaggio lento verso la cascata d’oro (Gullfoss). SAM_1071L’acqua che scorre e va a cadere nel vuoto arriva direttamente dal ghiacciaio che si vede in lontananza. SAM_1072

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Se ancora oggi è possibile beneficiare di così tanta violenta bellezza, lo si deve al proprietario del terreno o meglio alla figlia che, la leggenda narra, intorno al 1920 protestò contro il governo che aveva dato il via alla costruzione di una diga finanziata da investitori stranieri per sfruttare l’energia idroelettrica e che avrebbe messo fine alla Cascata. La ragazzina, intraprese una marcia a piedi dalla capitale (oltre 100 chilometri) minacciando di buttarsi dalla cascata, se i lavori non fossero stati interrotti. Il progetto venne poi cancellato.

Prima di fare rientro in ostello, nell’ultima tappa del Circolo d’Oro, ho avuto il privilegio di camminare nello spazio di terra dei Geyser.

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Lascio alle foto l’onere e l’onore di parlare al posto mio, descrivendovi come nessuna parola potrebbe fare, la bellezza incontaminata della natura.

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Presto vi parlerò del porto turistico di Reykjavik e dei suoi caratteristici ristoranti di pesce, promesso!

 

 

Pubblicato da Francesco

''Viaggiare per non smettere mai di conoscersi''

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